London calling…

Dopo Milano, Londra. Dopo Londra chissà. Lo scorso weekend, per la precisione sabato 14 luglio 2012, il mio cammino ha incrociato di nuovo quello del Boss Bruce Springsteen per un concerto memorabile, a tratti storico, svoltosi ad Hyde Park nell’ambito del festival Hard Rock Calling. Più di tre ore di musica dal vivo, pioggia battente, sole che ha fatto qualche breve comparsa e tanta, tanta carica trasmessaci da una E Street Band che non si è risparmiata come al solito. A farmi compagnia i fedeli amici springsteeniani Giuseppe & Giuseppe insieme ai quali ben 9 anni fa andai a vedere a Firenze, l’8 giugno 2003, il mio primo concerto del Boss: insomma una reunion targata Salerno in terra straniera davvero particolare!

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Bigger than Life

Non me la sarei mai aspettata una roba del genere. Dopo quattro concerti – il primo a Firenze nel 2003, poi a Bologna, Caserta e Roma nel 2009 – Bruce Springsteen mi ha letteralmente lasciato senza fiato dopo quasi quattro ore di musica rock’n’roll, soul, blues, folk in uno Stadio San Siro di Milano stregato dalla forza ineguagliabile della E Street Band. Insieme a mio fratello Marco e ai cari amici Stefano e Paolo, abbiamo assistito a una scaletta di canzoni impressionante: quasi non credevo alle mie orecchie mentre il Boss del New Jersey ci regalava 33 pezzi dei suoi album migliori, dal primo all’ultimo. E invece era tutto vero, tutto davanti a noi e a pochi metri dal nostro Dio in terra, asserragliati nel pit vicino al palco dopo un’attesa per entrarci (tra l’altro anche senza braccialetto) di quasi 12 ore. Come a dire: per il Boss questo ed altro.

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Vita da Italians

Fra poche ore mi accingerò a tornare in Italia per la prima volta dopo l’inizio di questa mia nuova avventura in salsa tedesca a Dusseldorf in Germania. Sarà un ritorno strano, tanto inaspettato quanto desiderato. Non tornerò nella mia hometown Salerno bensì nella città che negli ultimi due anni di vita italiana mi ha ospitato nel bene e nel male: Milano.

Forse sarà la prima volta che ci tornerò con il sorriso sulle labbra, e per questo devo ringraziare il Boss Bruce Springsteen che giovedì prossimo si esibirà in concerto allo Stadio San Siro insieme alla sua mitica The E Street Band. Non vedo l’ora di rivederlo dal vivo insieme a mio fratello Marco e ai cari amici Stefano e Paolo. L’emozione è forte, la carica tanta e non c’è fatica che tenga che mi impedirà di prendere un aereo subito dopo una giornata di lavoro per raggiungere a tarda sera la mia amata, odiata Milano.
Arrivederci Dusseldorf: ma solo per poco, soltanto per poco.

P.S. Ho intitolato questo post Vita da Italians perché qualche giorno fa ho avuto il grande piacere di veder pubblicata sul forum Italians del Corriere della Sera una mia lettera scritta a Beppe Severgnini poco prima di partire per la Germania. Eccola:

Ciao Beppe, e un saluto a tutti gli Italians in giro per il mondo. Gli ultimi mesi sono stati duri per me alla ricerca forsennata di un impiego decentemente retribuito. Ho 27 anni, un tesserino da giornalista professionista in tasca, e il desiderio di lavorare per non pesare più sulle spalle dei miei genitori. Leggo, viaggio, scrivo per diverse testate. Tante le esperienze di stage (ovviamente non retribuite) svolte tra Roma e Milano. Da qualche mese, però, ho detto basta a tutte le offerte di tirocinio gratuite. Dopo diversi colloqui che all’inizio mi avevano fatto ben sperare di trovare qualcosa qui in Italia ma poi naufragati in un nulla di fatto, ho cominciato a inviare il mio curriculum anche all’estero. Alla fine il destino ha voluto che cominciassi una nuova esperienza in Germania. Non penso che l’Italia mi mancherà, soprattutto durante i primi mesi. Di certo partirò con la convinzione di lasciare un Paese ricco di potenzialità, ma pieno di mascalzoni che lo impoveriscono giorno dopo giorno tra ruberie e scandali di ogni genere. Un saluto a tutti gli Italians di Dusseldorf, e a chi vorrà contattarmi per darmi una mano nell’ambientarmi in quella che Napoleone definì nel 1811 la piccola Parigi. A presto Germania, addio Italia.

Grazie mille Beppe, e grazie a tutti gli Italians in giro per il mondo che mi hanno scritto, mi hanno letto e, spero, mi leggeranno ancora sulle pagine di questo blog da Italiano a Dusseldorf. In bocca al lupo amiche e amici, sempre e comunque con la nostra cara Italia nel cuore!

E’ il destino, bellezza!

Settimana tosta, apparentemente infinita, stancante, corta perché c’è stato un giorno di vacanza in mezzo, piena di sorprese e nuove conoscenze, lunga da raccontare, facile da ricordare. Iniziamo dal principio. Lunedì scorso ho parlato a tu per tu con uno dei tre boss di trivago, Rolf Schrömgens. Per me è stato un piacere scambiare quattro chiacchiere con lui, se solo penso che in passato non ho quasi mai avuto l’opportunità di conoscere di persona i direttori per i quali ho lavorato. E’ stato un incontro voluto dallo stesso Rolf, che abitualmente quando arriva qualcuno di nuovo in azienda vuole conoscerlo di persona e farsene un’idea migliore. Ma anche io ho avuto così la possibilità di conoscerlo, per farmi spiegare meglio cosa c’è alla base di trivago, qual è la forza che spinge tanti giovani a spostarsi qui a Dusseldorf per lavorare più o meno lontani dalla propria patria. La vera forza è la voglia di ognuno di imparare senza paura di sbagliare, perché dove c’è l’errore c’è sempre un margine di miglioramento, di crescita, di superamento delle proprie paure. D’altra parte questo dovrà essere il principale obiettivo nei prossimi mesi in Germania: migliorarmi, crescere e soprattutto sconfiggere le mie paure.

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