My Ride’s Here

Che dire: non mi sarei mai aspettato di arrivare alla finale degli Europei con l’Italia di Prandelli, Cassano e Balotelli, ma allo stesso tempo non mi sarei mai aspettato di perdere 4 a 0, senza mai entrare in partita, contro una Spagna stellare, storica e chi più ne ha più ne metta. Peccato, davvero peccato! Almeno ci siamo levati lo sfizio di vincere alla grande contro la Germania, e per me che mi trovavo insieme a Stefano e Francesco a Colonia la sera della nostra indimenticabile semifinale, la soddisfazione di festeggiare fino a tardi al ritmo di Chi non salta un tedesco è (vedere per credere) è difficile da spiegare a parole.

Ora che il sogno europeo è finito, semi-infranto in quel di Kiev, mi vien da pensare che solo il fatto di tifare per la mia patria in terra straniera mi ha reso un po’ più orgoglioso di essere italiano, di sentirmi italiano. Ma la mia vita – per forza di cose, per fortuna o per sfortuna – deve continuare qui in Germania, un paese dove sto vivendo attimi che son sicuro mi serviranno per diventare una persona migliore in futuro. Attimi da non sprecare, da non gettare al vento, schegge di un sogno che giorno dopo giorno diventa realtà.

…the trail is long and the river is wide and my ride’s here…
(Warren Zevon)

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