Keep the train running…

Giusto un anno fa partivo con i miei cari amici Giuseppe e Stefano per un fantastico viaggio InterRail in giro per mezza Europa: da Salerno a Vilnius passando per Germania, Ungheria, Austria, Slovacchia, Polonia, Repubblica Ceca, Danimarca, Svezia, Finlandia, Estonia, Lettonia e Lituania. Un viaggio in treno, nave e bus indimenticabile. Prima della nostra partenza aprimmo un blog per scrivere delle nostre avventure che ci sarebbero capitate: oggi, esattamente un anno dopo, a rileggere Keep the train running mi vengono quasi le lacrime agli occhi. Nell’ultimo post scrissi:

Ci vuole coraggio per restare nel proprio paese per cercare di cambiare in prima persona le cose. Forse questo coraggio a me manca, e non so se riuscirò mai ad averlo. Non so cosa sarà di me. Il 2012 potrebbe essere l’anno decisivo per molti dei miei più cari amici. Spero che ognuno di loro trovi la giusta strada alla ricerca della pura felicità di vivere. Io, Stefano e Giuseppe l’abbiamo trovata in 25 giorni di viaggio incessante, nella speranza di non perdere mai quell’ardore che ci ha spinto stazione dopo stazione, nazione dopo nazione, città dopo città verso quel sogno di una cosa che ogni essere umano custodisce nel profondo del proprio cuore. Ora l’Italia ci attende a braccia aperte insieme agli ultimi sgoccioli di una estate meravigliosa che non dimenticheremo tanto presto.

Non avrei mai immaginato, un anno dopo, di trovarmi all’estero per lavoro, qui in Germania a Dusseldorf: il 2012 per ora mi sta riservando tante belle cose, come me le auguro per tutti i miei più cari amici. Don’t stop believing folks, and keep the train runnning forever and ever!

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In memoria…

Sono morti per noi e abbiamo un grosso debito verso di loro; questo debito dobbiamo pagarlo giosamente continuando la loro opera, rifiutando di trarre dal sistema mafioso anche i benefici che possiamo trarne, anche gli aiuti, le raccomandazioni, i posti di lavoro, facendo il nostro dovere; la lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità; ricordo la felicità di Falcone quando in un breve periodo di entusiasmo egli mi disse “La gente fa il tifo per noi”; e con ciò non intendeva riferirsi soltanto al conforto che l’appoggio morale della popolazione dà al lavoro del giudice, significava qualcosa di più, significava soprattutto che il nostro lavoro stava anche smuovendo le coscienze.
Paolo Borsellino

London calling…

Dopo Milano, Londra. Dopo Londra chissà. Lo scorso weekend, per la precisione sabato 14 luglio 2012, il mio cammino ha incrociato di nuovo quello del Boss Bruce Springsteen per un concerto memorabile, a tratti storico, svoltosi ad Hyde Park nell’ambito del festival Hard Rock Calling. Più di tre ore di musica dal vivo, pioggia battente, sole che ha fatto qualche breve comparsa e tanta, tanta carica trasmessaci da una E Street Band che non si è risparmiata come al solito. A farmi compagnia i fedeli amici springsteeniani Giuseppe & Giuseppe insieme ai quali ben 9 anni fa andai a vedere a Firenze, l’8 giugno 2003, il mio primo concerto del Boss: insomma una reunion targata Salerno in terra straniera davvero particolare!

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My Ride’s Here

Che dire: non mi sarei mai aspettato di arrivare alla finale degli Europei con l’Italia di Prandelli, Cassano e Balotelli, ma allo stesso tempo non mi sarei mai aspettato di perdere 4 a 0, senza mai entrare in partita, contro una Spagna stellare, storica e chi più ne ha più ne metta. Peccato, davvero peccato! Almeno ci siamo levati lo sfizio di vincere alla grande contro la Germania, e per me che mi trovavo insieme a Stefano e Francesco a Colonia la sera della nostra indimenticabile semifinale, la soddisfazione di festeggiare fino a tardi al ritmo di Chi non salta un tedesco è (vedere per credere) è difficile da spiegare a parole.

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Notti Magiche

Tutti a Kiev: e chi se lo sarebbe mai immaginato! Ebbene sì, alla fine la nostra Italia ce l’ha fatta: siamo in finale contro la Spagna per contenderci fino all’ultimo il titolo di campioni d’Europa. Per me, da qualche mese italiano all’estero, la soddisfazione è ancora più grande, dovuta forse al fatto che essere testimone di un successo nazionale come questo, in tempi avari di soddisfazioni per noi italiani in Patria, mi dà la forza per sentire meno la nostalgia di casa.

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