Vita da Italians

Fra poche ore mi accingerò a tornare in Italia per la prima volta dopo l’inizio di questa mia nuova avventura in salsa tedesca a Dusseldorf in Germania. Sarà un ritorno strano, tanto inaspettato quanto desiderato. Non tornerò nella mia hometown Salerno bensì nella città che negli ultimi due anni di vita italiana mi ha ospitato nel bene e nel male: Milano.

Forse sarà la prima volta che ci tornerò con il sorriso sulle labbra, e per questo devo ringraziare il Boss Bruce Springsteen che giovedì prossimo si esibirà in concerto allo Stadio San Siro insieme alla sua mitica The E Street Band. Non vedo l’ora di rivederlo dal vivo insieme a mio fratello Marco e ai cari amici Stefano e Paolo. L’emozione è forte, la carica tanta e non c’è fatica che tenga che mi impedirà di prendere un aereo subito dopo una giornata di lavoro per raggiungere a tarda sera la mia amata, odiata Milano.
Arrivederci Dusseldorf: ma solo per poco, soltanto per poco.

P.S. Ho intitolato questo post Vita da Italians perché qualche giorno fa ho avuto il grande piacere di veder pubblicata sul forum Italians del Corriere della Sera una mia lettera scritta a Beppe Severgnini poco prima di partire per la Germania. Eccola:

Ciao Beppe, e un saluto a tutti gli Italians in giro per il mondo. Gli ultimi mesi sono stati duri per me alla ricerca forsennata di un impiego decentemente retribuito. Ho 27 anni, un tesserino da giornalista professionista in tasca, e il desiderio di lavorare per non pesare più sulle spalle dei miei genitori. Leggo, viaggio, scrivo per diverse testate. Tante le esperienze di stage (ovviamente non retribuite) svolte tra Roma e Milano. Da qualche mese, però, ho detto basta a tutte le offerte di tirocinio gratuite. Dopo diversi colloqui che all’inizio mi avevano fatto ben sperare di trovare qualcosa qui in Italia ma poi naufragati in un nulla di fatto, ho cominciato a inviare il mio curriculum anche all’estero. Alla fine il destino ha voluto che cominciassi una nuova esperienza in Germania. Non penso che l’Italia mi mancherà, soprattutto durante i primi mesi. Di certo partirò con la convinzione di lasciare un Paese ricco di potenzialità, ma pieno di mascalzoni che lo impoveriscono giorno dopo giorno tra ruberie e scandali di ogni genere. Un saluto a tutti gli Italians di Dusseldorf, e a chi vorrà contattarmi per darmi una mano nell’ambientarmi in quella che Napoleone definì nel 1811 la piccola Parigi. A presto Germania, addio Italia.

Grazie mille Beppe, e grazie a tutti gli Italians in giro per il mondo che mi hanno scritto, mi hanno letto e, spero, mi leggeranno ancora sulle pagine di questo blog da Italiano a Dusseldorf. In bocca al lupo amiche e amici, sempre e comunque con la nostra cara Italia nel cuore!

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