Il giorno più lungo dopo il weekend

Primo weekend a Dusseldorf: voto 10! E devo ringraziare la mia coinquilina Tanja che tra sabato e domenica mi ha fatto da guida in giro per la città mostrandomi alcuni lati davvero inaspettati della finora grigia Dusseldorf. Abbiamo mangiato al portoghese, dove mi sono abbuffato a dovere (il Presidente Conforti avrebbe di certo apprezzato), siamo andati a ballare in un posto degno della migliore Berlino nel quartiere di Flingern (dove tornarci è d’obbligo), ho visto l’immenso Zoo Park a due passi da casa, una specie di Reggia di Caserta alla periferia della città immersi in un verde oceanico e anche un cimitero per non perdere la tradizione, ogni volta che visito una città nuova, di ammirare questi posti dove è così bello perdersi ascoltando il silenzio della natura. E tutto grazie a Tanja, che mi ha fatto davvero sentire meno lontano da casa, come se questa mia nuova casa in terra germanica non fosse così difficile da sentire come una seconda casa. Insomma, un weekend pieno di risate da incorniciare in attesa dei prossimi da sfruttare a pieno fino al termine di questo mia esperienza a trivago.

Così il ritorno al lavoro è stato più duro, il lunedì dopo una due-giorni davvero piacevole: il giorno più lungo dopo il weekend. Sveglia all’alba per andare in centro per farmi dare la registration card in modo da poter fare richiesta per aprire un conto alla Deutsche Bank, la banca dove mi accrediteranno il misero stipendio da stagista. Ma almeno è qualcosa, sperando di riuscire a non pesare troppo, e ancora, sulle spalle dei miei genitori in Italia. Sulla strada dell’ufficio decido di fermarmi anche all’ufficio delle tasse per farmi dare la tax card, e qui ho uno spiacevole incontro ravvicinato con una gerarca nazista che alla domanda se sapesse parlare inglese si è incavolata come una dannata sbattendomi fuori dalla porta. Meno male che nell’ufficio a fianco c’era una ragazza capace di parlare inglese e che, molto gentile, mi ha aiutato a sbrigare quest’altra bega burocratica. Il giorno più lungo dopo il weekend è stato anche, però, il giorno della temuta presentazione, tutta in inglese, davanti al mio tutor Stefano e a un’altra responsabile d’azienda per parlare della prima settimana a trivago. Ero un po’ nervoso ma tutto è filato liscio, me la sono cavata come ho potuto e ora posso veramente dire che il mio stage è ufficialmente iniziato. Ci sarà molto lavoro da fare da maggio in poi in vista della stagione estiva, avrò molto da imparare e da sudare per riuscire a raggiungere dei buoni risultati, mi porto dietro le mie solite paure di non essere all’altezza della situazione, ma penso che sia normale questa insicurezza a patto però che non si trasformi in ansia fine a se stessa.

Da segnalare, poi, a conclusione del giorno più lungo dopo il weekend, la prima partita di calcetto in terra germanica che mi ha visto protagonista: completino rigorosamente del Milan, scarpette nuove al piede, fiato che è iniziato a mancarmi dopo appena 5 minuti (visto che abbiamo purtroppo giocato senza falli laterali) e una sconfitta clamorosa portata a casa nonostante una partenza davvero promettente. Peccato: appuntamento al prossimo post in salsa tedesca, dalla fredda e a volte (ma solo a volte) calda Dusseldorf. Passo e chiudo.

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